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ULTRASONOMETRIA

Gli ultrasuoni nel monitoraggio della salute ossea


L'ultrasonometria ossea quantitativa (QUS) è una tecnica diagnostica che si basa sulla trasmissione di onde ad alta frequenza attraverso la matrice mineralizzata. Questa metodica trova impiego nello studio dei cambiamenti qualitativi e quantitativi scheletrici determinati dalla menopausa, dall'invecchiamento e da altre condizioni osteopenizzanti.


I parametri di studio ultrasonometrici sono indicatori della resistenza ossea e permettono di stabilire la predisposizione del paziente al rischio di frattura osteoporotica al pari della tecnica MOC tradizionale (Mineralometria Ossea Computerizzata a raggi X.

L'ultrasonometria non sostituisce la DEXA (Dual energy X-Ray Absorptiometry), la metodica di elezione per lo studio della densità ossea), ma è complementare ad essa nella diagnosi dell'osteoporosi.

La QUS un sistema non invasivo, privo di radiazioni, di rapida esecuzione ed altamente predittivo della fragilità ossea.


L'esame ultrasonometrico si effettua a livello del calcagno. Questo segmento osseo presenta le superfici mediale e laterale piatte e parallele risultando facilmente accessibile alle strumentazioni.

Nonostante si tratti di un sito scheletrico periferico, il calcagno è sensibilie ai cambiamenti di natura fisiologica, patologica o iatrogena, rispecchiando il metabolismo osseo sistemico e risultando perciò efficace nella predizione delle fratture osteoporotiche, in particolare a livello dell'anca

Il calcagno è infatti costituito per il 90% da osso trabecolare, e presenta un elevato livello di turnover ed un tasso di riassorbimento osseo simile ai siti spinali. 


L'ultrasonometria è sensibile ai cambiamenti metabolici del tessuto osseo legati all'età, alla menopausa e ad altri fattori legati allo di stile di vita.


L'attività fisica, ad esempio, è dimostrata avere un effetto positivo sui valori QUS calcaneari.

Allo stesso modo, si osservano spiccate differenze tra individui fumatori e non fumatori.

Numerosi studi hanno riportato i valori QUS ridotti in diversi quadri patologici, in particolare: nei soggetti offetti da disfunzioni renali, morbo di Crohn, iperparatiroidismo primario, artrite reumatoide, ed utilizzo di farmaci glucocorticoidi. Inoltre, i soggetti giovani ed adulti con paralisi severa  o sottoposti  terapia anticonvulsante presentano valori QUS calcanerari ridotti.


Gli strumenti ultrasonometrici misurano la velocità di trasmissione e l'attenuazione degli ultrasuoni attraverso al calcagno al fine di fornire una misura clinica nota come Indice Stiffness.

L'Indice Stiffness rappresenta il rischio di frattura osteoporotica ed è paragonabile alla densità minerale ossea (BMD) misurata mediante assorbimetria a raggi X della colonna vertebrale o dell'anca.

L'Indice Stiffness, il T-score QUS o il T-score dell'assorbimetria a raggi X, possono essere utilizzati dal medico insieme ad altri fattori di rischio clinici, per fornire una valutazione scheletrica complessiva.

La validazione della tecnica ad ultrasuoni per lo studio della osteoporosi postmenopausale è ormai completata, e sostenuta da una ampia documentazione scientifica.  


- Un basso valore di QUS costituisce un fattore di rischio per frattura osteoporotica nelle donne postmenopausali

- Un basso valore di QUS costituisce un indicatore di bassa massa ossea più importante dei fattori di rischio clinici

- Ai pazienti con bassi valori di QUS può essere prescritto un ulteriore esame BMD o impostato un regime terapeutico se si è in presenza di altri fattori di rischio clinici.  


Queste osservazioni dimostrano come la QUS non debba sostituirsi alla densitometria, ma piuttosto ad essa integrarsi. I valori ultrasonografici patologici devono essere considerati un fattore di rischio di frattura indipendente dalla BMD, e possiedono un valore clinico non trascurabile.


Non sempre le valutazioni quantitative riferite alla densità ossea (bone mineral density), fornite dalla DEXA, concordano con quelle qualitative fornite dalla QUS. Pertanto,come segnalato in letteratura, esistono condizioni nelle quali una DEXA normale si associa a una valutazione QUS alterata e viceversa. Queste due metodiche si integrano a vicenda, offrendo informazioni esclusive e complementari.